Trovare una linea…

Trovare una linea…

Non si fa, spesso,  una bella impressione quando si inizia a parlare di un argomento quando le idee sono ancora confuse e per niente chiare… credo però che per cercare di capire dove si possa e si voglia arrivare in un ragionamento, esprimersi faccia davvero bene.

Il mio progetto, in due parole, si focalizza sul momento storico precedente a quello della nascita delle B.R. Questo non solo perché sono interessato a capire come possa giungere così forte l’eco della generazione partigiana a quella del dopo guerra, ma anche perchè voglio conoscere la figura chiave di questo processo… che potrebbe, anzi meglio, che può “materializzarsi” in “Giangiacomo Feltrinelli, professione editore”.

La non così lineare e facile crescita di Giangiacomo è parte centrale nel processo di formazione di un imprenditore/sovversivo. Ovvio non è il caso soffermarsi con troppo ozio sulla storia della sua adolescenza… ma l’aver perso presto la forte e potente figura paterna e l’aver fin da subito dopo avuto relazioni difficili con la madre e il patrigno, gli anno permesso di accrescere il suo rapporto con i “familiares”… entrando quindi in contatto in maniera libera e disinteressata con le persone appartenenti ad altri ceti sociali. 
Il rampollo di una delle più importanti dinastie della finanza conosce fin da subito le differenze inspiegabili che legano i rapporti tra gli uomini. Il giovane Giangiacomo supera comunque molto presto questo tipo dialettica a favore di altri tipi di sentimenti e legami.

Il mio breve prologo, credo, possa essere utile per cercare di chiarire fin da subito che nella storia nera della figura de “Il Feltrinelli” non vi è nessuna scollatura o “schizofrenia” . Sicuramente i modi di fare di Giangiacomo hanno da sempre denotato l’appartenenza alle classi alte, ma in lui non è mai esisto un taglio netto tra la figura di editore e quella di comunista militante… anzi entrambe non sono che le due facce, facilmente, riconoscibili della stessa medaglia.
Osvaldo (nome in codice della sua militanza rivoluzionaria) non cercava risultati diversi da quelli che si prefiggeva il Giaguaro, (nome col quale i suoi “amici/dipendenti” della casa editrice lo identificavano)… al massimo era solo il Giaguaro che disilluso da alcune azioni o preoccupato per le possibili azioni dei nemici, passa dalla scrivania all’opera. Buona sera.

 

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Giangiacomo con padre, Carlo Feltrinelli, Lido, 1932 (Archivio Feltrinelli)
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Giangiacomo Feltrinelli durante la Fiera del Libro di Francoforte, nel 1958 (Archivio Feltrinelli)

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